Patent box – Esclusione dall’ambito oggettivo dei marchi d’impresa registrati

Patent box – Esclusione dall’ambito oggettivo dei marchi d’impresa registrati

Con la “manovra correttiva” dello scorso anno (DL. 50/2017), è stata stabilita l’esclusione dei marchi d’impresa dall’ambito oggettivo della disciplina del Patent Box con riferimento alle opzioni esercitate successivamente al 31 dicembre 2016.

Dal 2017, per le imprese con esercizio coincidente con l’anno solare), è così salvaguardata la fruizione dell’agevolazione per i soggetti che già avevano esercitato l’opzione entro tale termine.

Con lo stesso intervento normativo è stata disposta l’estensione dell’agevolazione ai redditi derivanti dall’utilizzo congiunto di beni immateriali collegati tra loro da vincoli di complementarità funzionali alla realizzazione di uno o più prodotti o di processi.

La disposizione normativa rinviava però ad un successivo decreto la regolamentazione delle modalità di fruizione del beneficio aggiornate con le nuove modifiche.

Sulla Gazzetta Ufficiale del 6 febbraio 2018 è stato pubblicato il Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 28 novembre 2017 che dispone il mantenimento dell’agevolazione in relazione ai marchi d’impresa per un quinquennio, comunque non oltre il 30 giugno 2021, ma senza possibilità di rinnovo dell’opzione e con obbligo di comunicare in sede di dichiarazione dei redditi una serie di dati informativi.

Riferimenti: Decreto Ministero delle Sviluppo Economico 28 novembre 2017

▼ Approfondimento

L’art. 56 del Decreto Legge n.50 del 24 aprile 2017 (convertito nella Legge 96/2017) ha disposto l’esclusione dai beni immateriali oggetto della disciplina del patente box dei marchi d’impresa, anche collettivi, registrati o in corso di registrazione, al fine di adeguare la normativa interna alle linee guida dell’OCSE.

La normativa del patent box, istituita dalla Legge 190/2014, prevede un regime opzionale di tassazione agevolata dei redditi derivanti dall’utilizzo di alcuni beni immateriali giuridicamente tutelabili (software coperti da copyright, brevetti industriali, disegni, modelli, formule, ecc.).

La finalità della normativa è quella di incoraggiare gli investimenti in ricerca e sviluppo e attrarre nel nostro paese la collocazione di beni immateriali detenuti all’estero, attraverso un’agevolazione che riduce la tassazione sui redditi ritraibili dallo sfruttamento economico, anche diretto, dei beni immateriali individuati.

Il beneficio fiscale consiste nella non concorrenza al reddito d’impresa imponibile IRES/IRPEF e al valore della produzione netta soggetta ad IRAP di una quota pari al 50% del reddito ritraibile dall’utilizzo dei beni immateriali agevolati; misura ridotta al 30% per il periodo d’imposta 2015 e al 40% per il periodo d’imposta 2016.

Si ricorda che l’opzione per la fruizione del regime del patent box ha valenza per un quinquennio e le relative modalità e termini di esercizio sono nel tempo modificati rispetto alla norma istitutiva, nello specifico:

- l’opzione nei due periodi d’imposta successivi al 31 dicembre 2014, quindi generalmente il 2015 o il 2016, doveva essere esercitata inviando telematicamente all’Agenzia della Entrate il modello approvato con Provv. N.144042/2015 entro il periodo d’imposta in cui iniziava il regime di tassazione agevolata che si applicava per tale periodo d’imposta e per i quattro successivi. Es: modello d’opzione inviato nel corso dell’anno 2015, periodo di fruizione dell’agevolazione 2015/2019, salvo attivazione di procedure di ruling (accordi con l’Agenzia delle Entrate) per le quali rileva la presentazione dell’istanza;

- a decorrere dal terzo periodo d’imposta successivo al 31 dicembre 2014, quindi generalmente dal 2017, l’opzione potrà essere comunicata in sede di dichiarazione dei redditi e l’agevolazione si applicherà a decorrere dal periodo d’imposta al quale la dichiarazione si riferisce (es: opzione nel Modello Redditi 2018 agevolazione spettante per il quinquennio 2017-2021), salvo l’attivazione di procedure di ruling per le quali rileva la presentazione dell’istanza.

A seguito di raccomandazioni dell’OCSE, si è reso necessario intervenire sulla disciplina escludendo i marchi di impresa a decorrere, per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare, dai periodi d’imposta per i quali l’opzione è esercitata successivamente al 31 dicembre 2016 (generalmente dal 2017) e per gli altri soggetti dal terzo periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 relativamente al quale l’opzione sia stata esercitata successivamente al 31 dicembre 2016. In sintesi, dal 1° gennaio 2017 non è più possibile esercitare l’opzione per il patent box in relazione a marchi d’impresa e collettivi.

Tuttavia, trattandosi di un regime fiscale opzionale che si applica almeno per un quinquennio, la norma modificativa ha previsto la salvaguardia dei benefici per i contribuenti che hanno esercitato l’opzione nei due periodi d’imposta successivi al 31 dicembre 2014, generalmente nel 2015 o 2016.

Il Decreto del Ministero dell’Economia del 28 novembre 2017 interviene anche a regolamentare il periodo transitorio di conservazione del beneficio prevedendo che sarà fruibile in relazione ai marchi d’impresa per cinque periodi d’imposta, comunque non oltre il 30 giugno 2021, senza possibilità di rinnovo.

I soggetti che hanno esercitato l’opzione avente ad oggetto un marchio d’impresa, sono tenuti, a partire dal terzo periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014, ad indicare nella dichiarazione dei redditi (generalmente dal Modello Redditi 2018) le seguenti informazioni:

- numero dei beni, tipologia e l’ammontare del reddito agevolabile per ciascuna tipologia di beni;
- paese estero in cui sono fiscalmente residenti la società controllante o la società che esercita un controllo indiretto;
- paese estero della società correlata che ha ricevuto compensi per lo sfruttamento del marchio d’impresa oggetto di opzione.

Si considerano correlati i rapporti di detenzione, diretta o indiretta, del 25% dei diritti di voto o patrimoniali o anche l’esistenza per entrambe le società di tali rapporti con un medesimo terzo soggetto.

Nel decreto viene confermata l’estensione dell’ambito oggettivo dell’agevolazione ai beni immateriali individuati collegati da vincolo di complementarità, a decorrere dal periodo d’imposta per il quale l’opzione è stata esercitata successivamente dal 31 dicembre 2016, generalmente dal 2017. Si precisa che per i soggetti con esercizio non coincidente con l’anno solare, l’agevolazione potrà essere fruibile dal terzo periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 per il quale l’opzione sia esercitata successivamente al 31 dicembre 2016.

Deve trattarsi di due o più beni compresi nelle tipologie individuate dalla disciplina (software, brevetti, disegni e modelli, processi, formule informazioni, ecc.) collegati da un vincolo tale per cui la realizzazione di un prodotto o di una famiglia di prodotti o di un processo o di un gruppo di processi sia subordinata all’uso congiunto degli stessi.

Il decreto dispone, inoltre, che in relazione a processi formule e informazioni anche eventualmente collegati da vincolo di complementarietà con altri beni immateriali, l’impresa deve essere in grado di produrre documentazione idonea a provare i requisiti di esistenza e protezione in base alle norme nazionali, europee o internazionali.

I nominativi delle imprese che hanno optato per la fruizione dell’agevolazione in riferimento a marchi d’impresa saranno oggetto di scambi di informazione con i paesi di residenza delle società controllanti o correlate, semprechè siano in vigore con tali paesi procedure di scambio.