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Il Garante italiano definisce gli “smart toys” come giocattoli intelligenti, bambole, peluche, robot in grado di interagire con le persone e con l’ambiente circostante, registrare suoni, scattare foto, girare video e collegarsi con Internet all’interno di una scheda informativa rivolta alle famiglie (e, desumibilmente, anche agli operatori della scuola d’infanzia e primaria che eventualmente li utilizzano).

Se è vero che questi dispositivi tecnologici talvolta possono svolgere importanti funzioni educative è anche vero che sono potenzialmente in grado di raccogliere, elaborare e comunicare dati e informazioni (voce, password, immagini, e-mail, gusti, preferenze, abitudini) sia del minore sia dell’intera famiglia e comportare possibili rischi per la privacy specie di minori.
Per limitare questi pericoli il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato una “scheda informativa con alcune semplici regole da seguire per far divertire i propri figli senza esporli a violazioni della propria riservatezza”. La scheda, ad esempio, indica le finalità del trattamento e quali e quanti dati potrebbe raccogliere e trattare uno smart toy, invita a spegnerlo o a disconnetterlo dalla rete quando non viene utilizzato, impostare password di accesso sicure per la sua connessione a Internet e per il suo accesso o alla app che lo gestisce.

La campagna informativa sugli smart toys si è articolata anche attraverso i profili social del Garante su Linkedin, Instagram e Google+.

 

Comunicato stampa del Garante del 19 gennaio 2018