Appalti pubblici ed economia circolare

Appalti pubblici ed economia circolare

Gli appalti pubblici possono rappresentare il volano per l’applicazione consistente e generalizzata dei principi dell’economia circolare.
Possiamo distinguere due principali livelli per l’introduzione di questi principi nelle normative regolamentanti gli appalti pubblici:

  • Comunitario: la Commissione Europea ha emanato le linee guida a cui dovrebbe attenersi gli Stati Membri nella redazione delle legislazioni nazionali in materia;
  • Nazionale: i singoli Stati, applicando le linee guida comunitarie, definiscono gli aspetti operativi.
Linee guida europee per appalti pubblici

La Commissione Europea ha definito linee guida ed esempi di buone pratiche per l’applicazione dei principi dell’economia circolare negli appalti pubblici.

Alla base di queste linee guida vi è il passaggio da un “approccio GPP”, in base al quale negli appalti venivano richieste determinate prestazioni ecologiche ai prodotti / servizi oggetto dell’appalto, ad un “approccio circular public procurement”, con il quale viene riconosciuto il ruolo delle autorità pubbliche nella transizione verso un’economia circolare. In base a questo nuovo approccio le autorità pubbliche dovrebbero avvalersi di servizi, merci e forniture che contribuiscano a chiudere il cerchio di energia e materiali all’interno delle catene di fornitura, minimizzando, o ancora meglio evitando, impatti ambientali negativi durante il loro intero ciclo di vita.

In particolare queste linee guida definiscono tre livelli d’implementazione di questo approccio:

  • Sistema: riguarda i metodi che il fornitore assicura di applicare. Un esempio può essere il ritiro a fine vita delle attrezzature fornite per un loro riutilizzo o riciclo;
  • Fornitori: vengono definite le modalità con le quali il fornitore assicura di applicare i principi dell’economia circolare all’interno della sua organizzazione e dei suoi processi, in modo da poter assicurare che i prodotti / servizi forniti rispettino i suddetti principi;
  • Prodotti: questo livello è chiaramente legato al precedente, con l’obiettivo di rispettare sia le caratteristiche tecniche e le prestazioni richieste ai prodotti / servizi oggetto della fornitura, sia la loro rispondenza ai criteri dell’economia circolare. Alcuni esempi possono essere caratteristiche di riciclabilità, sistemi di identificazione dei materiali per facilitare il riciclaggio dei prodotti a fine vita, produzione con materiali riciclati.

  • Ulteriori informazioni ed approfondimenti sono riportati in questa pubblicazione:
    http://ec.europa.eu/environment/gpp/pdf/Public_procurement_circular_economy_brochure.pdf

La situazione italiana: il nuovo Codice degli Appalti ed i criteri ambientali minimi

Il nuovo Codice degli Appalti

Nel nuovo Codice degli Appalti (D.Lgs.n.50/2016) sono presenti diversi aspetti riconducibili, almeno in parte, all’applicazione dei criteri dell’economica circolare: in particolare riguardano i criteri di aggiudicazione degli appalti ed i requisiti che devono rispettare i beni / servizi oggetto dell’appalto.
In particolare viene previsto l’obbligo di inserire, nella documentazione progettuale e di gara, almeno delle specifiche tecniche e delle clausole contrattuali contenute nei criteri ambientali minimi per l'acquisto di prodotti e servizi.

I criteri devono essere considerati anche per la stesura dei documenti di gara riguardanti l'applicazione del criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa.
Inoltre il Codice prevede che l’aggiudicazione dell’appalto sia effettuata anche comparando il costo dell’intero ciclo di vita del prodotto / servizio. Tali costi comprendono:

a) costi sostenuti dall'amministrazione aggiudicatrice o da altri utenti, quali:

  • 1) costi relativi all'acquisizione;
  • 2) costi connessi all'utilizzo, quali consumo di energia e altre risorse;
  • 3) costi di manutenzione;
  • 4) costi relativi al fine vita, come i costi di raccolta, di smaltimento e di riciclaggio;


  • b) costi imputati a esternalità ambientali legate ai prodotti, servizi o lavori nel corso del ciclo di vita, purché il loro valore monetario possa essere determinato e verificato. Tali costi possono includere i costi delle emissioni di gas a effetto serra e di altre sostanze inquinanti, nonché altri costi legati all'attenuazione dei cambiamenti climatici.

    I criteri ambientali minimi

    Con il cosiddetto “Collegato Ambiente” (L.n.221/2015) è stata disciplinata l’applicazione dei criteri ambientali minimi (CAM) negli appalti, indicando tra l’altro che i cosiddetti “bandi-tipo” devono contenere indicazioni per l’integrazione nei bandi dei CAM.
    I CAM sono stati definiti per un’ampia serie di prodotti e servizi, tramite appositi decreti ministeriali: l’elenco completo ed una loro analisi dettagliata sono disponibili sul sito del Ministero dell’Ambiente al seguente indirizzo
    http://www.minambiente.it/pagina/i-criteri-ambientali-minimi