Come utilizzare i sistemi di RFId (Radio-Frequency Identification) per la sicurezza dei lavoratori

I sistemi RFId (Radio-Frequency Identification), che permettono il riconoscimento a distanza di un oggetto per mezzo di comunicazioni radio, e altre tecnologie di identificazione automatica (Wi-Fi, UWB, Bluetooth LE, ZigBee, NFC) sono impiegabili, o già impiegate, per applicazioni per la sicurezza dei lavoratori e in ambiente sanitario.

 

I sistemi RFId permettono soluzioni digitali innovative per raggiungere alcuni obiettivi di salute e sicurezza richiesti dal Testo Unico sicurezza, quali ad esempio consentire l’accesso a una zona pericolosa unicamente a persone che siano autorizzate; consentire l’attivazione di un’attrezzatura di lavoro, solo da parte di un operatore identificato.
Una pubblicazione Inail “RFId (Radio-Frequency Identification) in applicazioni di sicurezza” del 2016 esamina in modo approfondito questi sistemi, segnalandone anche gli aspetti critici legati al loro uso, fra cui evidenziamo gli aspetti di privacy, i rischi per la salute, i pericoli di diffusione di informazioni commerciali.
Di seguito un riepilogo degli aspetti di maggior interesse riguardanti l’uso di queste tecnologie nella gestione della sicurezza aziendale, estratti dal suddetto documento Inail.

COSA SONO I SISTEMI RFId

«I sistemi RFId (Radio-Frequency Identification) sono una tecnologia che permette il riconoscimento a distanza di un oggetto per mezzo di comunicazioni radio. La tecnologia RFId si compone di tre elementi fondamentali: Tag (trasponder), Reader e sistema di gestione.

TAG

Il Tag è un trasponder (ricevitore e trasmettitore) a radiofrequenza accoppiato all’oggetto che deve essere riconosciuto. È di piccole dimensioni, costituito da un chip con logica di controllo, da una memoria e da un ricetrasmettitore, connesso ad un’antenna.

READER

Il Reader è un apposito lettore che interroga i Tag per ricavare le informazioni di interesse. Si tratta di un ricetrasmettitore controllato da un microprocessore.

SISTEMA DI GESTIONE

Il sistema di gestione è un sistema informativo, connesso in rete con i Reader, che consente, a partire dai codici identificativi provenienti dai Tag, di ricavare tutte le informazioni disponibili associate a tali oggetti e di gestirle per gli scopi dell’applicazione. »

Fonte: pubblicazione Inail “RFId (Radio-Frequency Identification) in applicazioni di sicurezza” 2016

COME SI UTILIZZANO IN APPLICAZIONI DI SICUREZZA

« I sistemi RFId permettono soluzioni innovative per raggiungere alcuni obiettivi del Testo Unico Sicurezza, descritti nelle misure generali di tutela, quali la riduzione dei rischi alla fonte.
I Tag possono essere stampati o inseriti in oggetti di forma diversa (come ad esempio un badge identificativo) e quindi personalizzati con stampe di immagini, scritte, loghi, fotografie e codici a barre. Sui Tag possono essere registrate informazioni quali: dati anagrafici, foto di riconoscimento, data e ora di transito, direzione di transito e altre informazioni.
Un sistema RFId può essere utilizzato come parte di un sistema di controllo per un’applicazione di sicurezza, ma occorre tenere presente che un sistema RFId non può essere usato come barriera immateriale per impedire l’accesso a zone pericolose. Questo perché un sistema RFId non può conoscere la posizione di alcunché cui non sia stato in precedenza associato un Tag (riconosce la presenza del Tag all’interno della propria zona operativa).
Un sistema RFId, invece, funziona molto bene per consentire l’accesso ad una zona pericolosa a persone che siano autorizzate (ad esempio dotate di Tag), quindi come chiave, o per consentire l’attivazione di taluni dispositivi (ad es.: un’attrezzatura di lavoro) solo da parte di un operatore noto (che indossi un Tag).
In molte applicazioni non è possibile utilizzare il sistema RFId come sicurezza principale, poiché protegge solo chi porta un Tag, ma è possibile utilizzarlo come sicurezza addizionale.
Infatti è più semplice (e naturale) il suo uso come chiave o come utensile per disattivare una barriera di sicurezza, o nel caso si debba accedere a qualche modalità operativa particolare (ad esempio: modo di manutenzione, modo di addestramento, ecc.).»

Uso come blocco di sicurezza aggiuntivo
«Per il funzionamento di una macchina o apparecchiatura solo in presenza di operatori (es. una pressa o una TAC o altro), la sicurezza può essere favorita se il funzionamento, eventualmente in modalità controllata, può essere attivato solo quando il personale autorizzato ad operare in quella particolare modalità (il manutentore, l’addestratore, ecc.), dotato di Tag, è presente vicino alle parti in movimento.

Per tornare al funzionamento normale, può funzionare come blocco di sicurezza che si disattiva solo quando il Reader non rileva più il Tag all’interno della sua zona operativa. In quest’ultimo caso, il sistema RFId si comporta come una protezione aggiuntiva (infatti non è in grado di rilevare presenza o assenza di soggetti non dotati di Tag).»

Uso come interblocco di sicurezza
«I dispositivi di interblocco di un riparo di una macchina sono costituiti da un interruttore di posizione e da un attuatore che, all’apertura del riparo, aziona l’interruttore di posizione. Alcune tipologie di interblocchi possono funzionare con sistemi RFId che costituiscono l’attuatore che aziona l’interruttore di posizione quando il riparo è chiuso.»

Uso come chiave di accesso ad un cantiere
«Un sistema RFId può essere usato per consentire l’accesso in un cantiere o a zone specifiche, solo al personale che indossi i prescritti DPI. Alcune attrezzature di lavoro (dotate di Reader) potrebbero essere rese non attivabili se l’operatore non possiede particolari autorizzazioni e/o non indossa specifici DPI.»

Uso per la localizzazione dei lavoratori
«L’RFId è una valida alternativa sia alle tecnologie di identificazione personale tradizionali (badge, tesserini, ecc.), sia alle tecnologie basate sul riconoscimento degli attributi biometrici di un individuo e permette il riconoscimento anche a “distanza”. L’identificazione tramite RFId distingue gli ingressi dalle uscite e verifica automaticamente l’elenco delle presenze all’interno di una determinata zona, permette l’avvio o l’arresto di dispositivi a seconda che il proprietario si trovi o meno nelle vicinanze, può essere usato per realizzare una funzione di localizzazione tridimensionale dei lavoratori all’interno del luogo di lavoro, può essere utile per facilitare le operazioni di emergenza (ad esempio la localizzazione di un lavoratore disperso durante le fasi dell’esodo).»

Uso come DPI aggiuntivo
«Un sistema RFId può essere usato per bloccare il funzionamento di attrezzature in caso di caduta di operatori attraverso aperture al di là delle quali vi siano organi in movimento. È una sicurezza addizionale, infatti ha l’inconveniente di proteggere solo gli operatori che indossano i Tag e non eventuali terze persone.»

Uso come inventario di sicurezza
«Un sistema RFId può essere usato per controllare che alla fine di un certo lavoro, tutte le attrezzature di lavoro, dotate di Tag, rientrino negli appositi contenitori, dotati di Reader. Un tale sistema può servire per accelerare le operazioni di inventario. Il sistema RFId è utile per ricostruire anche la storia dell’utensile o dell’attrezzatura di lavoro in quanto, possono essere conservate informazioni su manutenzioni, verifiche, ecc. Interessante è l’applicazione di sistemi RFId nella manutenzione degli impianti chimici, dove si effettuano manutenzioni sulle valvole, può ottenere la storia delle manutenzioni e riparazioni cui è stata sottoposta.»

Rilevazione dei parametri ambientali
«In particolari realtà industriali, dove è necessario garantire regimi ambientali operativi controllati, un’applicazione dei sistemi RFId, equipaggiati con sensori, può essere in grado di rilevare i parametri climatici (temperatura, pressione, umidità, ecc.) dell’ambiente in cui sono immersi. Un’altra applicazione è quella volta a controllare e mantenere la catena del freddo dei prodotti durante le fasi della distribuzione.»

Soluzioni impiantistiche da utilizzare nei locali medici, ma anche in officine o altri ambienti di lavoro
«L’uso dei sistemi RFId per soluzioni impiantistiche da utilizzare nei locali medici, ma anche in officine o altri ambienti di lavoro, che abbiano impianti di alimentazione con caratteristiche diverse all’interno dello stesso locale, possono essere tra le molteplici soluzioni per fare in modo che le spine degli utilizzatori siano connesse nelle prese corrette, associando dei Tag alle spine e dei Reader alle prese.»

Fonte: pubblicazione Inail “RFId (Radio-Frequency Identification) in applicazioni di sicurezza” 2016

CRITICITÀ

Criticità di impiego
«Non uniformità di frequenze e potenze operative in tutto il pianeta; difficoltà nell’allestimento dell’applicazione; mancata ripartizione dei costi sull’intera catena di distribuzione (produzione, trasporto, commercio); limiti fisici dei sistemi reali (scarsa distanza operativa, possibilità di fallimenti nelle operazioni di lettura, incompleta applicabilità su tutte le merci, bassa velocità di lettura-scrittura).»

Pericoli per la privacy
«Il ciclo di vita dei Tag supera spesso quello degli oggetti a cui il Tag è associato e… i Tag… continuano a funzionare anche quando la catena di distribuzione è giunta al termine; è teoricamente possibile continuare ad interrogare gli oggetti a cui i Tag sono associati, anche se sono ormai da tempo in possesso di proprietari privati, traendo da ciò informazioni sulle abitudini di tali persone.
Il problema assume un carattere particolarmente preoccupante quando coinvolge altri oggetti abitualmente in possesso dei privati che invece possono consentire di risalire a dati personali (carte di pagamento o di accesso, passaporto elettronico, tessera sanitaria, chip biomedici sottocutanei che servono per memorizzare talune informazioni e in caso di ricovero di emergenza per attingere alla scheda sanitaria di un paziente, apparati elettronici, ticket, ecc.).
Un altro problema che ricade sotto il campo della privacy e quello del tracking dell’individuo per mezzo di RFId. Anche in questo caso il problema assume maggiore rilevanza in presenza di Tag che contengano a bordo informazioni personali che potrebbero essere soggetti a letture non autorizzate per finalità diverse da quelle originarie…...»

Pericolo di diffusione di informazioni commerciali
«La violazione della segretezza dei dati di risposta dei Tag (e la vendita al mercato nero dei dati relativi ai prodotti) costituisce un rischio per l’attività produttiva e commerciale delle aziende, con danni economici potenzialmente rilevanti e un possibile guadagno per i competitors.»

Rischi per la salute
«È necessario evitare esposizioni indebite per durata e potenza di esseri umani ai campi elettromagnetici" (catalogati da IARC come possibilmente cancerogeni per gli esseri umani). Esistono limiti opportuni che dipendono dalla frequenza e devono essere verificati di caso in caso a seconda dell’applicazione specifica.
Analizzando opportunamente i parametri necessari al funzionamento (frequenza del segnale, ampiezza/potenza, durata dell’esposizione) è possibile che la maggior parte delle attuali applicazioni RFId siano realizzabili senza problemi per la salute, soprattutto se i dispositivi hanno una sufficiente distanza dal corpo. Nel caso di chip biomedici impiantati è utile valutare anche i seguenti rischi:
- reazioni avverse dei tessuti;
- migrazione del Tag dalla zona dell’impianto;
- guasto del Tag;
- rischi per la salute del paziente durante esami di risonanza magnetica.»

Fonte: pubblicazione Inail “RFId (Radio-Frequency Identification) in applicazioni di sicurezza” 2016