ICT e digitalizzazione del lavoro – le nuove prospettive di analisi dei rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro

ICT e digitalizzazione del lavoro – le nuove prospettive di analisi dei rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro

La diffusione delle tecnologie di Information and Communication Technology (ICT) sta cambiando profondamente il mondo del lavoro e le abitudini di vita delle persone.

I nuovi processi collegati alle ICT, oltre a creare nuove opportunità di lavoro e migliorarne la qualità, possono anche determinare l’insorgenza di nuovi rischi che devono essere individuati e valutati in un’ottica di salute e sicurezza sul lavoro.

Il digitale inoltre sta cambiando il modo di fruire le informazioni nei luoghi di lavoro e i processi formativi stanno abbandonando il tradizionale contesto d’aula orientandosi verso l’adozione di strumenti social e di comunicazione a distanza.

L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) annovera le ICT e la digitalizzazione del lavoro (tecnologie dell’informazione e della comunicazione, comprese l’intelligenza artificiale e la robotica) tra i nuovi rischi emergenti riconducibili a nuove forme di lavoro o a processi lavorativi innovativi.

Basandosi sui principali studi scientifici e ricerche condotti sull’argomento, con il volume “ICT e lavoro: nuove prospettive di analisi per la salute e la sicurezza sul lavoro”, pubblicato nel 2017, Inail rende disponibile un’analisi dettagliata dell’impatto dell’innovazione tecnologica sul benessere dei lavoratori, evidenziandone non solo i possibili rischi per la salute e sicurezza, ma anche le opportunità offerte in termini di sviluppo di nuove modalità di lavoro, professionalità e competenze, nonché di nuove forme di apprendimento e di comunicazione.

Di seguito un riepilogo estratto dal suddetto documento Inail.

Benessere dei lavoratori


«Il mondo del lavoro è interessato da importanti trasformazioni con effetti sulle caratteristiche del lavoro e sul benessere dei lavoratori. Il maggior uso delle ICT negli ultimi decenni ha comportato, da un lato, per le aziende benefici di business come riduzione di costi operativi, in termini di maggiore efficienza dei processi, nuove alternative strategiche e possibilità di innovazione, dall’altro i cambiamenti nell’organizzazione del lavoro, la flessibilità e il venir meno della distinzione tra vita privata e lavoro, possono avere effetti sulla salute e sicurezza dei lavoratori, in particolare nei confronti di quelli più vulnerabili (es. precari e atipici) determinando nuove tipologie di rischio da analizzare e da gestire. »

Fonte: pubblicazione Inail “ICT e lavoro: nuove prospettive di analisi per la salute e la sicurezza sul lavoro”

Rischi psicosociali e technostress

«Il technostress viene definito come un disturbo da adattamento determinato dall’incapacità di far fronte alle nuove tecnologie informatiche in modo sano, in cui si manifestano sintomi quali incapacità di concentrarsi su una singola operazione, maggiore irritabilità, sensazione di perdita di controllo, sentimenti di ansia, affaticamento mentale, scetticismo e inefficienza. Ne consegue una repulsione psicologica ed emotiva che impedisce un ulteriore apprendimento o l’utilizzo della tecnologia informatica.

Il technostress viene attribuito a una serie di fattori psicosociali tra cui sovraccarico di lavoro, conflitti interpersonali, ambiguità di ruolo, conflitto lavoro-famiglia, ansia, insicurezza, processi cognitivi, conflitto di ruolo, sovraccarico di ruoli e violazione della privacy. Si ritiene che alcuni dei fattori di stress possano essere più accentuati dall’uso delle ICT sul posto di lavoro.

Anche l’uso assiduo e l’abuso di Internet sono legati a variabili psicosociali, come la vulnerabilità psicologica, lo stress quotidiano, tanto che i sintomi di un uso eccessivo di Internet (technoaddiction) possono essere identificati con i criteri utilizzati per la diagnosi di altre dipendenze. Vengono individuati cinque fattori di rischio che incidono sull’insorgenza del technostress (techno-overload, techno-invasion, techno-complexity, techno-insicurity e techno-uncertainty) e tre che agiscono positivamente sul benessere dell’individuo contrastando gli effetti nocivi riconducibili all’utilizzo delle ICT (literacy facilitation, technical support provision, involvement facilitation). »

Fonte: pubblicazione Inail “ICT e lavoro: nuove prospettive di analisi per la salute e la sicurezza sul lavoro”

ICT e potenziali fattori di rischio

«In linea con la metodologia proposta dal Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale dell’Inail, per la valutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlato, l’uso delle ICT, che rientra nei rischi emergenti, è stato analizzato tenendo conto di sei potenziali fattori di rischi, corrispondenti a sei stati/condizioni ideali da conseguire per il successo organizzativo: domanda, controllo, supporto, relazioni, ruolo e cambiamento. »

Di seguito riportiamo un estratto dell’analisi di ciascuno di questi sei fattori.

Domanda - Comprende aspetti quali il carico lavorativo, l’organizzazione del lavoro e l’ambiente di lavoro «Il fenomeno descritto come “techno-overload” descrive situazioni in cui gli utenti ICT sono forzati a lavorare più velocemente e più a lungo, con conseguente mancanza di controllo sul ritmo e una pressione elevata rispetto alle risposte attese. Questo eccessivo carico cognitivo può ridurre i livelli di attenzione rispetto al compito principale da svolgere, generare fatica mentale, avere effetti negativi sulla memoria a lungo termine e diminuire l’acutezza mentale con conseguente declino cognitivo precoce.
Il technostress deriva anche dalla globalizzazione e dalla forte competitività delle imprese che hanno creato una cultura organizzativa che ricompensa le persone che lavorano duro, trascorrono più ore al lavoro e sono connessi con l’organizzazione 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Le eccessive richieste poste ai lavoratori, che utilizzano le ICT, riguardano aspetti fisici, sociali e organizzativi del lavoro e richiedono l’impiego di uno sforzo fisico significativo con ripercussioni in ambito sia fisiologico che psicologico. »

Controllo - Riguarda l’autonomia dei lavoratori sulle modalità di svolgimento della propria attività lavorativa
«Il rischio legato all’uso delle nuove tecnologie in ambito lavorativo si riferisce ad aspetti attinenti alle mansioni e alle competenze dei lavoratori, con ricadute negative sul controllo del proprio lavoro. L’automazione del lavoro, infatti, comporta la perdita di potere sul lavoro, del significato del lavoro, del senso di appartenenza e di identità personale e l’aumento dell’isolamento.
La mancanza di possibilità di partecipazione e di coprogettazione dei processi decisionali comportano, inoltre, la percezione di una bassa autonomia. »

Supporto - Include l’incoraggiamento, il supporto e le risorse fornite dall’azienda, dal datore di lavoro e dai colleghi
«Nell’ambito dell’innovazione tecnologica assume rilevanza ancora di più il ruolo della “percezione del supporto organizzativo” perché consente di stabilire un’alleanza solida tra datori di lavoro e lavoratori: da una parte, infatti, il datore di lavoro chiede e permette al lavoratore di contribuire all’innovazione e di esprimere le sue idee, coinvolgendolo anche nella definizione della strategia aziendale, dall’altra il lavoratore si sente valorizzato e riconosciuto in grado di contribuire all’efficacia aziendale. In questo modo il lavoratore aumenta la percezione dell’efficacia personale e la trasferisce all’interno dell’azienda determinando un aumento della capacità congiunta di perseguire e raggiungere obbiettivi. »

Relazioni - Include la promozione di un lavoro positivo per evitare i conflitti ed affrontare comportamenti inaccettabili
«Con l’uso delle ICT, le attività sono mediate dal computer e diventano più astratte, le interazioni fisiche al lavoro diminuiscono, i dati e le informazioni aumentano. Gli effetti sulla comunicazione e sulle relazioni sociali sono significativi. La gestione di grandi social network via e-mail, sms, web forum, chat room, ecc., permette di impegnarsi in diverse comunicazioni contemporaneamente con conseguente sovraccarico. Ciò comporta un peggioramento della qualità delle comunicazioni e informazioni, il manifestarsi di malintesi, il crescente rischio di inviare o ricevere messaggi negativi e l’insorgenza di sentimenti di vulnerabilità.
Non rispondere alle chiamate o ai messaggi induce nelle persone sentimenti di colpa o di ansia dovuti al timore di essere esclusi dal gruppo se non disponibili in rete e non contattabili in real time (techno-invasion), mentre non ricevere risposta ai messaggi (sedation-script) genera un senso di isolamento.
A livello aziendale le ICT hanno modificato i contesti e gli ambienti di lavoro, esponendo i lavoratori a nuovi fattori di rischio quali cyberharassment at work, cyberstalking, cyberbullying. I siti aziendali di social network forniscono notevoli opportunità di condividere le informazioni, diventare amici e socializzare anche se distrazioni e dual-tasking potrebbero influire negativamente sulla memoria procedurale e sullo svolgimento del lavoro. Le ICT hanno, inoltre, ridotto il confine esistente tra ambito privato e lavorativo esponendo la persona a continue interruzioni e intromissioni. »

Ruolo - Verifica la consapevolezza del lavoratore relativamente alla posizione che riveste nell’organizzazione e garantisce che non si verifichino conflitti
« L’introduzione delle ICT nelle aziende interferisce con due aspetti relativi al ruolo lavorativo: la segmentazione e l’integrazione. Il diffuso utilizzo dei computer portatili, dei cellulari e il sempre più agevole accesso ad Internet rendono difficile per l’individuo prendere pienamente le distanze dal ruolo lavorativo anche in contesti sociali privati (segmentazione), determinando così una graduale trasformazione dei ruoli da rigidi a permeabili nella quale gli individui sperimentano una costante micro-transizione da un ruolo all’altro (integrazione).»

Cambiamento - Valuta in che misura i cambiamenti organizzativi, di qualsiasi entità, vengono gestiti e comunicati nel contesto aziendale
« Se da un lato le ICT rappresentano un valido supporto all’innovazione, incoraggiando la comunicazione e lo sviluppo di nuove idee e promuovendo i rapporti tra i dipendenti, dall’altro ha esposto i lavoratori al confronto con una tecnologia nuova il cui utilizzo non sempre risulta agevole e di facile comprensione (techno-complexity, techno-uncertainty) soprattutto per i lavoratori anziani.
L’introduzione delle ICT in ambito aziendale non sempre viene preceduta da adeguata formazione e preparazione dei lavoratori o da un’attenta valutazione dei possibili effetti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori. Per tale motivo le aziende, dopo un’opportuna preparazione del personale, dovrebbero prevedere incentivi e ricompense per incoraggiare la sperimentazione e l’utilizzo di tali strumenti, questo diminuirebbe la resistenza individuale, l’incertezza e la percezione negativa attribuibile ad un eventuale fallimento nell’uso delle nuove tecnologie. »

ICT e potenziali fattori di rischio - Proposte di intervento
«Strategie a livello aziendale: bisogna prevedere le potenziali ripercussioni dell’introduzione delle ICT, stabilire meccanismi e strategie per evitare le conseguenze dannose e progettare percorsi di adattamento graduale. In generale, le strategie organizzative dovrebbero focalizzarsi sulla diminuzione delle richieste poste ai lavoratori attraverso una riprogettazione del lavoro e della tecnologia in dotazione e/o sull’implementazione delle risorse anche in termini di supporto tecnico, formazione e partecipazione dei lavoratori. Le misure di prevenzione e di protezione, non possono comunque prescindere da un’adeguata valutazione dei rischi derivanti dall’introduzione delle nuove tecnologie in ambito lavorativo. In letteratura sono stati individuati diversi strumenti di indagine che focalizzano la loro attenzione sul technostress e sui fattori di rischio incidenti e inibenti. »

Fonte: pubblicazione Inail “ICT e lavoro: nuove prospettive di analisi per la salute e la sicurezza sul lavoro”

Rischi emergenti - molestie e violenza sul lavoro "on line" e amnesia digitale al lavoro Molestie e violenza sul lavoro "on line"

«Meno conosciuto ed indagato è il fenomeno del bullismo online o cyberbullying nei luoghi di lavoro che viene definito attraverso i criteri della ripetizione dell’atto vessatorio (nello spazio e nel tempo), comportamenti ostili e negativi verso la vittima, disparità di livello tra la vittima e l’autore della molestia. Il bullismo via e-mail può essere associato all’intenzione di lasciare l’impresa in cui si lavora ed è accompagnato da una insoddisfazione sul lavoro legata ad alti livelli di ansia o anche all’isolamento e alla stanchezza mentale.

Sono necessari maggiori approfondimenti sul tema ma è, comunque, auspicabile la definizione di procedure aziendali sui social media in relazione ai materiali e contenuti che vengono postati in rete non solo in merito alle attività lavorative ma anche in relazione ai commenti relativi a colleghi. Le aziende stesse dovrebbero sviluppare e sostenere politiche reali contro le molestie, l’inciviltà e il bullismo. Sarebbe necessaria la definizione di chiare linee guida nella individuazione di atteggiamenti corretti e adeguati da adottare sui luoghi di lavoro e la previsione di una formazione che accompagni lo sviluppo e il rispetto di queste regole in maniera regolare e continuativa.
La sfida per il futuro è senza dubbio quella di integrare l’importanza delle cybermolestie ed i rischi ad esse connesse alle istanze di salute e sicurezza sul lavoro in particolare per i comparti più a rischio: scuola, sanità, servizi online, settore vendite, call center, ecc. »

Amnesia digitale al lavoro

«Le tecnologie digitali hanno trasformato anche il modo di raccogliere, utilizzare e ricordare le informazioni: trasferiamo il compito di ricordare le informazioni ai dispositivi digitali, spesso senza prendere adeguate misure per salvaguardarle. Questo fenomeno viene denominato amnesia digitale e si riferisce all’esperienza di dimenticare le informazioni affidate ad un dispositivo che le memorizza e le ricorda al posto dell’utente. Il fenomeno riguarda anche i luoghi di lavoro, in quanto l’amnesia digitale:

- può essere di supporto nella gestione delle informazioni, ma per le aziende può comportare dei rischi in termini di sicurezza IT e di reale comprensione delle informazioni condivise;
- rende le persone in grado di liberare spazio prezioso della mente a favore del pensiero creativo, con il vantaggio di poter recuperare sui dispositivi digitali le informazioni dimenticate, dalle quali possono nascere nuove idee.
I dispositivi digitali utilizzati per prendere appunti possono avere un impatto sulla capacità di ascolto delle persone: da un lato se gli appunti digitali vengono persi o resi inaccessibili, l’utente non ha una memoria personale a cui fare affidamento, dall’altro si possono perdere gli elementi di contesto, emotivi o comportamentali rilevanti per la comprensione della comunicazione. Un altro aspetto da considerare è quanto i lavoratori sovrastimino la loro capacità multitasking pensando di poter scrivere e ascoltare correttamente allo stesso tempo.
La digital amnesia sul posto di lavoro suggerisce che i dispositivi digitali e le persone lavorano in modo complementare in quanto i primi registrano i fatti, mentre i secondi colgono i sentimenti che danno significato ai fatti stessi. »

Fonte: pubblicazione Inail “ICT e lavoro: nuove prospettive di analisi per la salute e la sicurezza sul lavoro”

Apprendimento in materia di salute e sicurezza sul lavoro (SSL)

«Il Testo Unico sicurezza attribuisce un ruolo fondamentale alla informazione, formazione e addestramento quali processi che, garantendo piena attuazione del principio di partecipazione attiva di tutti i soggetti operanti nel sistema di prevenzione aziendale, costituiscono il più efficace impulso per una effettiva prevenzione delle malattie professionali e degli infortuni sul lavoro.
I fattori di successo di qualunque politica in materia di salute e sicurezza sul lavoro dipendono dalla efficacia ed efficienza dei canali di comunicazione e degli strumenti utilizzati per raggiungere i vari soggetti interessati.
I nuovi mezzi di comunicazione quali Internet, le applicazioni online ed i social network rappresentano strumenti che possono contribuire a rendere più adeguati i processi comunicativi, informativi e formativi.


Le ICT attualmente regolamentate e in uso nel settore sono: e-learning, formazione a distanza (FAD) e videoconferenza.
L’e-learning per la formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro è consentito solo per alcuni percorsi formativi, quali ad esempio la formazione dei dirigenti; la formazione dei preposti, esclusivamente per alcuni argomenti; il modulo normativo e gestionale per datori di lavoro che svolgono il ruolo di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP); i corsi di aggiornamento per datori di lavoro - RSPP, RSPP e ASPP interni ed esterni, dirigenti, preposti, lavoratori, coordinatori per la sicurezza, ecc.

Tuttavia in questo settore le potenzialità dell’innovazione tecnologica multimediale non sono ancora sfruttate appieno e in ogni campo.

Fermi restando i vincoli normativi che condizionano la progettazione e la gestione del processo formativo, le innovazioni apportate dalle ICT possono rappresentare fattori di potenzialità da sviluppare e opportunità da cogliere, nelle diverse fasi del processo formativo:
-individuazione delle esigenze e definizione degli obiettivi didattici (potenzialità: centralità del discente, coinvolgimento del singolo discente e di target più ampi, ecc.);
- progettazione (potenzialità: costruzione attraverso forum, classi virtuali, webinar, immediatezza, conciliazione esigenze professionali e di vita, percorso formativo personalizzabile, ecc.);
- erogazione (potenzialità: assenza elementi di disturbo dell’aula tradizionale, autonomia nei tempi di erogazione, modalità differenti di erogazione: asincrona, sincrona, mista, on line, ecc.);
- valutazione dei risultati e conseguente ritaratura della progettazione sulla base dei risultati ottenuti (potenzialità: valutazione immediata, facilitazione di gestione dei dati e confronto di dati da più livelli per un’efficace ritaratura, replicabilità del modello, ecc.) »

Fonte: pubblicazione Inail “ICT e lavoro: nuove prospettive di analisi per la salute e la sicurezza sul lavoro”

Valutazione dell'impatto sui lavoratori

Gli strumenti per valutare l’impatto delle ICT sul mondo del lavoro e sul benessere dei lavoratori, si basano su questionari e ricerche condotte sugli effetti ad esempio di technostress, social network e social media, apprendimento attraverso l’e-learning, ecc